Still, Barack Obama is clearly an avid reader and literature has massively influenced his politics. He talks about books at the drop of a hat, is frequently seen with a book in his hand and, of course, has penned two worldwide bestsellers himself. He has won Grammys for the audio versions of both his books Dreams From My Father and The Audacity of Hope.

It’s not something that we usually do, but it has been a great experience for us. It has made us grow because he is a company. He has 150 (people) working for him. Et voilà: ecco a voi l’album degli autografi! Son stata sfacciata: con in mano un blocco di fogli, i timbri di AtCasa e un pennarello ho inseguito le stelle del design come fa una groupie con i divi della musica. Li ho bloccati (importunati!) nei momenti più impensabili e nelle situazioni più improbabili: cene, feste, inaugurazioni, lungo i corridoi della Fiera, persino in strada. Tutto per strappare un disegno, che è poi la miglior firma per un designer, no? Il risultato? Ciascun progettista ha customizzato il foglio, tutti hanno confermato che la (loro) creatività è istintiva.

Une fibroscopie oesogastroduodénale trouvait une muqueuse duodénale congestive non ulcérée. A la rectoscopie, la muqueuse rectale était macroscopiquement normale. Les biopsies duodénales et rectales mettaient en évidence des lésions de réaction du greffon contre l’hte digestive, caractérisées par des images d’apoptose prédominant à la partie profonde des cryptes, associées à une fibrose du chorion.

Pochi giorni fa è apparsa sul web un’intervista sul presunto “business” dei centri antiviolenza dell’Emilia Romagna gestiti da donne: un dibattito che mi sono vista piombare direttamente sul mio profilo facebook (in cui l’autrice dell’intervista ha poi cancellato i post) in cui citava direttamente la Casa delle donne di Bologna su una donazione di un milione di euro ricevuta da un donatore annifa e sui finanziamenti che ricevono i centri antiviolenza dell’Emilia Romagna. L’articolo, intitolato”Marzia Schenetti, vittima di stalking: “Vi racconto il business delle associazioni anti violenza sulle donne”, è stato pubblicato su “Quelsi Quotidiano” ed è stato ripreso sui social network e usato per mettere in discussione l’operato dei centri creati e gestiti dalle donne, proprio in un momento in cui, con l’imminente varo del Piano antiviolenza del governo Renzi, è chiara l’esiguità dei finanziamenti su tutto il territorio nazionale ed èchiaro il tentativo diistituzionalizzazione della rete di supporto ai percorsi di contrasto alla violenza maschile sulle donne: quale metodo migliore per farsi spazio buttando il fango nel ventilatore in una giungla dove il motto “mors tua vita mea” è quanto mai attuale? Senza nulla togliere al diritto di criticare e di pensarla diversamente, è indubbio che un’operazione così frontale lasci delle perplessità, soprattutto se l’argomentazione non è supportata da solide basi documentate. Lagestione dei finanziamenti e la differenza tra centri più ricchi e centri più piccoli (in cui non entra l’illegalità), non è una cosa che possa essere affrontata puntando il dito, perché esistono situazioni diverse.